LA BIBBIA ILLUSTRATA DA BRUNO BORDOLI

 

Antico Testamento – Nuovo Testamento

 

 

Testi “Antico Testamento” di Philippe Daverio, Fra’ Paolo Garuti e Jean Blanchaert

Testi “Nuovo Testamento” di Mauro Zanchi e Rinaldo Invernizzi

Casa editrice: Mondadori Electa S.p.A. , Milano 2018

 

 

 

BORDOLI Ѐ UN FUORIPISTA

 

Bordoli è un fuori pista, un fuori moda, un fuori consenso. Un provocatore serissimo dall’aspetto mansueto.
Un rivoltoso celato nella tranquillità della vita lacustre lombarda. Un anarchico carico di fede, ma avulso da ogni tipo di voglia propagandistica. Un dedicato.
Gioca al nascondiglio con il proprio mistero. Per ingraziare l’ispirazione decide di disgraziare il gesto. Tenta di ritrovare l’espressione al di là dell’espressionismo, di rivalutare il segno al di qua dei formalismi. E inizia così la sua avventura personale che si farà avventura spirituale. Certo assimila alcune lezioni fondamentali, quella della deformazione fotografica come terreno d’indagine, quella della sublimazione di Francis Bacon come prassi del pennello. E il percorso verso il difficile, verso l’ignoto si fa percorso nei meandri dell’anima.
Si dedica da anni a una pittura faticosa, che un occhio superficiale potrebbe confondere con quella dei successi salottieri recenti, ma che si radica invece in una tradizione lombarda così antica da sorgere dalle brume seicentesche.
La sua è una pratica quotidiana d’un espressionismo feroce e lirico che vuole, ben più che parlare alla mente, muovere le pulsioni profonde delle viscere. Il bello, inteso nel senso urbano del termine, ne è escluso per scelta morale.
Tutta la ricerca è volta a trovare quella forma espressiva che possa coinvolgere i meandri profondi della coscienza.
Rivedere oggi i primi passi di una mutazione del linguaggio che negli anni lo ha portato a una pittura piena e consapevole, consente di percepire o almeno di intuire la determinazione che lo ha guidato nel silenzio del suo fare. Si ritrovano in queste tavole i germi di un’alternativa che tuttora vive nella sperimentazione e che le mode di oggi fanno certamente fatica a recepire. Ma è proprio questo il mestiere artistico del ricercatore, dell’operaio sommesso che non cerca il consenso immediato degli altri, ma la mediazione con la coscienza di chi ancora è mosso dalla curiosità intellettuale, di chi crede che la storia delle idee e fra le idee sempre abbia l’energia per orizzonti nuovi, per tempeste e per sogni.

 

Philippe Daverio